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I Vecchi Mestieri Ciociari > Ferro Battuto
Giovanni Zeppieri - Veroli (FR)
Conobbi Zeppieri un mattino di settembre del ‘76.Era la prima volta che mi trovavo davanti quei suoi occhi profondamente verdi ed estremamente circospetti, ebbi netta la sensazione che quel personaggio che mi fronteggiava non era un disinvolto, aveva l’espressione di una persona riflessiva che amava essere se stesso senza farsi coinvolgere eccessivamente. Mi sembrò un uomo dalle molte esperienze, fornito di una forte convinzione delle sue capacità, formato ormai al suo mestiere da una tenace volontà di riuscire, arricchito da una ancestrale dimestichezza con la sua materia e con la forgia. Era sicuramente un figlio d’arte, come si suol dire di coloro che hanno raccolto l’attività paterna facendone un loro principio e un loro fine; portava ben delineata nel suo sguardo e nel suo incerto ed ironico sorriso la conoscenza della vita, dei limiti umani, della della relatività di ogniuno di fronte all’illusione di sentirsi superiore. Provai queste sensazioni in pochi attimi; poi ci salutammo, senza eccessiva effusione, da uomo a uomo e subito ritornammo ai nostri impegni; io curavo l’organizzazione della prima mostra del ferro di Stia, lui, invitato a parteciparvi, allestiva il suo stand.Sono passati molti anni, Giovanni Zeppieri è oggi un amico, ma le prime impressioni che ebbi di lui le ho ancora ben ferme nell’immagine che ho memorizzato senza che lui abbia fatto per smentire l’analisi estemporanea di quel settembre del ‘76. E’ rimasto l’uomo, il maestro che allora io percepii e che ho negli anni apprezzato per la serietà d’intenti e per l’impegno etico profuso quotidianamente sia a tutela della sua attività fabbrile, sia nel rispetto di tutti coloro che condividono la sua dedizione e quella professione. A tredici anni Giovanni Zeppieri era già apprendista nella “bottega” del padre Alceste. Alceste era un compiuto “maestro di bottega”, un artigiano stimato e di notevole caratura. Aveva studiato disegno all’Oratorio di San Pietro in Vaticano, lì aveva maturato le sue capacità artigianali non trascurando appunto la rappresentazione grafica, essenziale e determinante per la completezza di qualsiasi abile maestro di fucina che voglia onorare il suo mestiere; essa è importante come la conoscenza degli stili, indispensabili per la realizzazione critica delle opere su commissione, e per più impegnativi restauri di opere antiche. L’Oratorio di San Pietro formava i giovani al disegno alla conoscenza delle arti ed al buon gusto; Alceste non trascurò niente di tutto ciò, e nella sua attività raggiunse notevoli risultati confortati da importanti riconoscimenti. A questa scuola Giovanni Zeppieri apprese il mestiere che si ritrova e che gli ha permesso di rivelarsi uno dei migliori oratori dell’arte fabbrile presenti in Italia. Zeppieri ha trattato il ferro in maniera molto pulita, senza mai esagerare nei preziosismi decorativi e negli abusi ornamentali; è per natura di notevole buon gusto, mai è sceso a creare con il ferro forme superflue o decadenti, libero da condizionamenti manieristici, quando, per necessità di cultura, è venuto a confronto con l’artigianato artistico d’oltralpe già notevolmente evoluto, ha oggi acquisito nella rappresentazione grafica dell’oggetto da realizzare, una linearità e una capacità di sintesi al passo con l’impressionismo contemporaneo; ciò che non è ancora in uso tra la maggioranza degli artigiani-fabbri italiani. Giovanni Zeppieri non è uomo che voglia sentirsi artista ad ogni costo e anche se non ne parla minimamente, al mondo espressivo dell’arte appartiene di diritto, non fosse altro per quella sensibilità interiore di cui è dotato e per quella capacità esteriore che palesa nel rappresentare scultoreamente un mondo che reputo gli sia caro. Con una materia insolita come il ferro, senza l’ausilio di tecnologie avanzate, con le sue mani particolarmente dotate, al di là del lavoro quotidiano, egli oggi sta realizzando delle sculture zoomorfe particolarmente significative per il grado di squisita naturalezza che in esse riesce ad esprimere, e per la non comune razionalità espressiva che mette in luce in questi suoi lavori. Zeppieri ha in mano un grande mestiere come si suol dire, possiede una capacità indiscussa nel saper dar forma alla materia secondo ciò che i suoi sentimenti gli ispirano, per cui, oltre all’indiscusso “maestro di bottega” che noi apprezziamo nel suo lavoro di routine, egli deve essere considerato anche un abile creatore di piacevolissime figure plastiche che rappresentano un metro tangibile di come Zeppieri possa essere annoverato tra quei maestri che operano con grande efficacia ai limiti in cui l’artigianato confonde la sua fisionomia con quella dell’espressione puramente artistica.
Pier Luigi Della Bordella*
* Industriale tessile, promotore ed organizzatore della Biennale Nazionale d’Arte Fabbrile di Stia, creatore della scuola dell’Arte del Ferro Battuto della stessa città, autore di tante opere sul ferro battuto e sull’artigianato tessile, scomparso il 26 Maggio 2002 all’età di 67 anni.
per informazioni:
GIOVANNI ZEPPIERI
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